Autori
Cavallini, IacopoOrsetti, MariaTitolo
La necessità di un coordinamento istituzionalizzato tra soci pubblici ai fini della legittima detenzione di partecipazioniPeriodico
Azienditalia (Online)Anno:
2020 - Volume:
27 - Fascicolo:
5 - Pagina iniziale:
831 - Pagina finale:
836La precisa individuazione del perimetro del controllo pubblico rappresenta uno dei fattori più critici per
gli operatori, in ragione degli effetti che ne conseguono sull’applicazione delle molteplici norme
pubblicistiche.
Le difficoltà più rilevanti nel definire i confini del controllo riguardano il caso del c.d. controllo congiunto
di società a partecipazione mista pubblico-privata, rispetto al quale i recenti interventi della giurisprudenza della Corte dei conti e della Struttura di controllo e monitoraggio presso il MEF prevista
dall’art. 15 del TUSP hanno il pregio, seppur con posizioni non uniformi, di aver fornito indicazioni
importanti ai fini dell’applicazione del D.Lgs. n. 175/2016.
Essere all’interno del perimetro del controllo non è di poco conto, comportando, infatti l’assoggettamento sia delle PA socie, che delle società stesse e dei loro organi, a tutta una serie di vincoli e
impone, altresì, l’individuazione di strumenti istituzionalizzati (Statuto o patti parasociali) che assicurino il coordinamento dell’attività di control governance tra i soci pubblici, al fine di legittimare la
detenzione delle rispettive partecipazioni. Ciò appare imprescindibile, sulla base di un ragionamento
logico-sistemico sostenuto dalla giurisprudenza della Corte dei conti e del Consiglio di Stato.
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