Titolo Dai paesi (terzi) di origine sicuri a un paese fondatore non più così sicuro del suo posto nel diritto dell'Unione: riflessioni a margine di Corte di giustizia, sentenza 1° agosto 2025, cause riunite C-758/24 e C-759/24, Alace e Canpelli Periodico Diritto immigrazione e cittadinanza Anno: 2025 - Fascicolo: 3 - Pagina iniziale: 1 - Pagina finale: 28
Il contributo analizza la sentenza della Corte di giustizia nelle cause Alace e Canpelli. Dopo aver inquadrato la vicenda nel contesto del Protocollo Italia-Albania (par. 2) e i diversi profili di interesse dell'ordinanza di rinvio (par. 3), vengono esaminate le risposte della Corte ai quattro quesiti pregiudiziali (par. 4-7). Nel commentare l'argomentazione utilizzata dalla Corte per affermare il potere-dovere del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna contrastante con la direttiva procedure e l'art. 47 CDFUE, ci si sofferma anche sulle critiche secondo cui la Corte non avrebbe riflettuto sulle usuali condizioni di quella disapplicazione (par. 4 e 5). È poi illustrato il percorso argomentativo che conduce ad affermare l'obbligo di rendere accessibili le fonti informative (par. 6) e a dichiarare l'inammissibilità designazione di un Paese sicuro con eccezione per intere categorie di persone (par. 7). Vengono poi valutate le prospettive aperte dalla sentenza, anche in relazione al nuovo regolamento (par. 8), e le implicazioni di sistema di un sindacato giurisdizionale diffuso, a fronte di critiche di dottrina (par. 9) e della politica italiana. Infine (par. 10) si critica la reazione politica alla sentenza come pericoloso rigetto dei valori europei.