Autori
Capeta Rakic, IvanaCapalija, KlaraTitolo
From Ottoman Costume to Venetian Print: Isabella Piccini and the Istoria dello stato presente dell' Impero OttomanoPeriodico
Il capitale culturaleAnno:
2025 - Fascicolo:
N. 32 - Pagina iniziale:
571 - Pagina finale:
606This paper explores the visual program accompanying the Venetian editions of Paul Rycaut’s Istoria dello stato presente dell’Imperio Ottomano, with a particular focus on the engravings signed by the Franciscan nun Isabella Piccini. Rather than offering a general assessment of her artistic oeuvre, the study seeks to uncover the modalities through which images and knowledge about the Ottoman Empire were transferred across linguistic, cultural, and editorial contexts in seventeenth-century Europe. Central to the inquiry is the question of whether Piccini’s engravings represent original inventions or adaptations of earlier models. Drawing on comparative visual analysis and historical contextualization through archival and bibliographic sources, the paper demonstrates that the engravings are reinterpretations of pre-existing visual material—primarily derived from earlier editions published in London, Paris, and Amsterdam. Special attention is given to the transnational circulation of imagery: from Ottoman kiyafet albums, through the typological engravings in the English editions, to more elaborate narrative scenes in the French versions, some of which incorporate motifs from artists such as Melchior Lorck. Within this complex visual genealogy, Piccini emerges not as an originator, but as a skilled intermediary who adapted and translated existing imagery into the Venetian print tradition.
Questo saggio analizza l’apparato visivo che accompagna le edizioni veneziane dell’Istoria dello stato presente dell’Imperio Ottomano di Paul Rycaut, con particolare attenzione alle incisioni firmate dalla monaca francescana Isabella Piccini. Piuttosto che offrire una valutazione generale della sua produzione artistica, lo studio mira a indagare le modalità attraverso le quali le immagini e le conoscenze sull’Impero Ottomano vennero trasferite tra contesti linguistici, culturali ed editoriali nella Europa del Seicento. Al centro della ricerca si trova la questione se le incisioni della Piccini rappresentino invenzioni originali o adattamenti di modelli precedenti. Attraverso un’analisi visiva comparativa e una contestualizzazione storica basata su fonti archivistiche e bibliografiche, il saggio dimostra che le incisioni costituiscono reinterpretazioni di materiali visivi preesistenti, tratti principalmente da edizioni precedenti pubblicate a Londra, Parigi e Amsterdam. Particolare attenzione viene dedicata alla circolazione transnazionale delle immagini: dagli album ottomani di kiyafet, attraverso le incisioni tipologiche delle edizioni inglesi, fino a scene narrative più elaborate nelle versioni francesi, alcune delle quali incorporano motivi di artisti come Melchior Lorck. All’interno di questa complessa genealogia visiva, Piccini emerge non come ideatrice, ma come abile intermediaria che seppe adattare e tradurre immagini esistenti nella tradizione editoriale veneziana.
SICI: 2039-2362 (2025)N. 32<571:FOCTVP>2.0.ZU;2-8
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