Autore
Mion, GiovanniTitolo
On Kant’s quantifier-shift fallacy in the possibility proofPeriodico
Rivista di filosofiaAnno:
2025 - Fascicolo:
3 - Pagina iniziale:
459 - Pagina finale:
469Il presente articolo esamina la «possibility proof» di Kant, ossia il tentativo, nel periodo precritico, di dimostrare a priori l’esistenza di Dio. Secondo Allen Wood (1978), Kant non avrebbe mai del tutto ripudiato tale prova. Questa interpretazione è stata ripresa da Ian Logan (2007), il quale sostiene che Kant non potesse realmente abbandonarla, poiché la concezione dell’ideale trascendentale ne dipenderebbe in modo strutturale. Di conseguenza, Logan conclude che, nella Critica della ragion pura, Kant l’abbia semplicemente omessa, lasciando aperta la possibilità che la metafisica precritica rimanga, per alcuni aspetti, valida. In contrasto con Wood e Logan, sostengo che la «possibility proof» di Kant sia viziata da una «quantifier-shift fallacy» e che lo stesso Kant la confuti nella Critica della ragion pura, intuendo lo scambio fra i quantificatori. Mostro infine perché tale prova non rientri nella tripartizione kantiana della teologia razionale e come la sua apparente scomparsa trovi una spiegazione all’interno della revisione critica del pensiero kantiano.
SICI: 0035-6239(2025)3<459:OKQFIT>2.0.ZU;2-X
Testo completo:
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